Main Menu


Warning: Parameter 1 to modMainMenuHelper::buildXML() expected to be a reference, value given in /website/libraries/joomla/cache/handler/callback.php on line 99

Link Esterni RS


Warning: Parameter 1 to modMainMenuHelper::buildXML() expected to be a reference, value given in /website/libraries/joomla/cache/handler/callback.php on line 99

. RS100 Video Presentazione

You must have Flash Player installed in order to see this player.
Siete qui: Home RS Sailing RS Performance Series RS 100 RS100 - Il blog della nascita
RS100 - Il blog della nascita

 

Questa pagina riepiloga la gestazione del 100 nel periodo 2009-2010, dal concetto di base, alla navigazione del primo prototipo, alla consegna dei primi esemplari

Nascita e sviluppo dell'RS100

Il primo prototipo dell'RS 100 è stato varato il 6 giugno 2009. Lo sviluppo continuerà fino a fine anno in modo da permettere la consegna delle prime barche di serie nei primi mesi del 2010.
Questo è il primo di una serie di articoli  tradotti dal blog originale in lingua inglese dei progettisti che riassume l'evoluzione dell'imbarcazione e le linee guida che hanno portato alle scelte tecniche durante il processo di sviluppo.

L'evoluzione del design dell'RS 100
 
Negli ultimi anni abbiamo osservato attentamente l'interesse che si è venuto a creare intorno ai singoli dotati di asimmetrico. Barche come l'RS700 e il Musto Skiff sono diventate oggetto di attenzione da parte del grande pubblico: veloci, belle e aggressive colpiscono oggettivamente l'immaginazione delle persone, ma hanno anche obiettive limitazioni. Apprendere come condurre questi oggetti estremi richiede tempo e costanza, e condizioni meteo marine favorevoli ed un adeguato specchio acqueo sono elementi essenziali per un'uscita divertente. Anche ad un velista esperto sono necessarie tante ore di allenamento prima di essere in grado di regatare.
In contrapposizione, il Vareo ad esempio nasce come barca più versatile di quelle appena citate, a costi decisamente più contenuti, ma forse proprio per questi elementi non viene vista come una barca su cui fare regate.

Sulla base di queste considerazioni nascono le prime linee guida dell'RS100.

  • una barca reattiva e divertente, adatta alle regate e per velisti con almeno discreta esperienza
  • gennaker, per il massimo divertimento in lasco e poppa
  • conduzione di bolina gratificante
  • posizione alle cinghie comoda
  • possibilità per velisti dai 70 ai 95 kg di essere egualmente competitivi
  • prezzo inferiore a quello di MPS e RS700 ma superiore a quello del laser
  • bella

Elementi tecnici necessari per gli obiettivi previsti:
 
  • Scafo con struttura sandwich in resine epoxy per il giusto compromesso tra leggerezza, rigidità e durata. Qualunque cosa più sofisticata innalzerebbe il prezzo al di fuori dei parametri di progetto, tecnologie più basiche invece non porterebbero alla reattività e alle performance volute.
  • Terrazze stampate in modo da garantire la forza raddrizzante richiesta dal target. Ricerca del giusto compromesso senza esagerare in larghezza evitando le complicazioni costruttive e logistiche che ciò implicherebbe. Ali smontabili sono escluse a causa del sicuro incremento di complessità e costo necessari.
  • Spinta sufficiente per il range di pesi previsti, con relativo volume e rotondità longitudinale dello scafo, anche per far si che la prua rimanga alta in poppa e la barca piacevole anche con vento forte.
  • Centro di spinta sufficientemente arretrato si da evitare posizioni eccessivamente appruate e scomode in condizioni di vento leggero.
  • Deriva pivotante per facilitare l'aleggio e ridurre i danni in caso di secche -questa soluzione alza leggermente i costi ma i sondaggi pre-produzione hanno ampiamente promosso questa scelta
  • Albero in carbonio. questa è una scelta difficile dal punto di vista dei costi ma determinante per raggiungere gli obiettivi di peso, reattività e controllo della vela prefissati. Albero divisibile in due parti, per consentire un agevole trasporto sul tetto della macchina o la spedizione anche in un container piccolo da 20 piedi.
  • Albero sartiato per aiutare il controllo delle vele di poppa, soprattutto a causa dei carichi del gennaker. Questa soluzione, oltre ad evitare che la flessione laterale necessaria di bolina si trasformi in una deleteria flessione verso prua in poppa (deleteria in quanto  causa di affondamento dalla prua, catenaria del gennaker ed eccessiva tensione sulla balumina randa), contribuisce a contenere i costi di un albero auto-portante dovuti alla difficoltà di lavorazione e alle fibre esotiche necessarie per la dovuta resistenza
  • Due rande diverse per equipaggi leggeri e pesanti (sulla falsariga del radial/standard). Questa è la soluzione più economica e con meno complicazioni per ampliare il range di pesi adatti alla barca. La controindicazione è che così facendo la flotta viene divisa il due, ma la sensazione è che i numeri saranno da subito alti a sufficienza da non farci pentire di questa scelta. Testeremo strada facendo anche un'eventuale soluzione con ali removibili da far sì che i regatanti più leggeri godano di maggior leva a fronte di un leggermente maggiore peso dello scafo
 
Disegno della barca

La scelta del progettista per l'RS 100 è caduta su Paul Handley. Paul ha già disegnato diversi singoli simili di gran successo ed in effetti egli era già stato avvicinato da un velista inglese per un progetto simile, convinto di riempire una richiesta del mercato. Dopo aver preparato il disegno in CAD, abbiamo fatto il modellino in scala 1:4 per vedere come era l'aspetto del disegno dal vivo. Il computer è un gran strumento, ma non e paragonabile al vedere un oggetto dal vivo per farsi un'idea di come possa poi funzionare nella realtà. Un velista ex RS600, il designer italiano Daniel Vitali, ha poi aggiunto su nostra richiesta il suo ultimo tocco al look della barca.

Primo prototipo

Il modellino è stato utile anche ad accelerare i tempi verso il giusto design. Abbiamo deciso di utilizzare una tecnica piuttosto costosa ma estremamente produttiva per i prototipi: un set di stampi è stato tornito dal pieno da un blocco di MDF con una macchina a controllo numerico ed indi lucidati. Cosa facendo, tali stampi possono essere usati per la produzione di circa 8 prototipi.
Questa tecnologia porta diversi vantaggi:
  • le barche vengono costruite con gli stessi sistemi delle barche di serie, quindi già i prototipi hanno un peso ed un look & feel simile a quello che sarà poi il definitivo
  • si possono testare le caratteristiche della laminazione sin dal primo esemplare
  • facilità e precisione di eventuali modifiche direttamente sullo stampo

 
Selden e Hyde sono state le scelte per quanto riguarda l'armo. Sono entrambi fornitori di fiducia e probabilmente i migliori nei loro rispettivi campi.

Primo test in acqua - 6/12 giugno

Il primo prototipo è stato varato sabato 6 giugno in condizioni non proprio ottimali: 20 nodi e onda incrociata. In pochi giorni comunque la barca è stata provata da un buon numero di velisti di pesi anche molto diversi, e con venti dai 5 ai 20 nodi. Maneggevole, comoda, veloce e bella: eravamo sulla strada giusta!

RS100 First sailing

Una delle caratteristiche più particolari è la scotta randa, che esce direttamente dal boma e viene strozzata mediante un flip flop. Questo vuol dire poter virare senza l'intralcio dalla scotta in pozzetto. In più, l'angolo della scotta quando alle cinghie, contribuisce a supportare il peso del timoniere, rendendo la posizione meno faticosa. Non sappiamo se nel lungo termine questa scelta sarà mantenuta anche una volta in produzione. Per il momento va bene così, ma dovremo raccogliere tanti feedback su questo argomento prima di prendere una decisione definitiva.

La posizione alle cinghie e il pozzetto sono veramente confortevoli. Anche il nostro Alex (1 metro e 96 di ingegnere...) stava comodo con soli 5 nodi, seduto dove l'ala entra nello scafo e con le gambe attraverso il pozzetto da una terrazza all'altra.
Per quanto riguarda la randa, forse con le prime (8.7m2 e 10.4m2) abbiamo un po' esagerato con la tela, e un gioco V2 leggermente ridotto è già stato richiesto a Hyde. Dopo averle provate inoltre, anche lo "square top" è al vaglio. L'area supplementare in testa propria di questa soluzione diminuisce il "tip vortex" rendendo la randa più efficiente e contribuisce a twistare prima e più rapidamente, perdendo però d'altra parte la capacità di controllare la parte alta una volta in acqua. Magni possiamo ridurre l'altezza complessiva, allo stato attuale è presto per decidere, vedremo dopo le prove.

 

Settimana del 3 luglio

Parecchie altre persone a questo punto hanno provato il 100. Da un comunissimo velista di club (chiedo scusa a tutti i comunissimi veliste di club... ) fino a Mark Rushall, che molti di voi conoscono in quanto plurititolato e coach olimpico.
La sorpresa maggiore è che finora non ci sono state reazioni negative alla scotta che arriva del boma, e ormai sono almeno una ventina i velisti che hanno provato il prototipo. Ci aspettavamo una reazione più violenta a questo particolare.

RS100 Boom Sheeting

Praticamente tutti hanno trovato il 100 una barca "sincera" ma allo stesso tempo estremamente divertente. Ti prende da subito, l'impressione è proprio che ci sia ben poco da rifinire ancora sulle linee d'acqua.
Abbiamo aggiunto le cime sotto al bordo per facilitare il raddrizzamento dopo la scuffia. Dal bordo si sale agevolmente montando in barca giusto davanti a dove finiscono le terrazze. Dall'acqua invece dopo aver raddrizzato basta prendere una delle cime sotto al bordo, issarsi un po' fino a raggiungere le cinghie col braccio e poi tirare. La barca sbanda sopravvento fino a mettere la terrazza in acqua, dopodiché lì si ferma grazie alla spinta data dal galleggiamento della riserva d'aria nell'ala, e si può comodamente scivolare a bordo.
Abbiamo provato diverse configurazioni per le lamelle. Quella finora più efficace prevede una leggera sovrapposizione con uno slot nella parte posteriore per favorire lo svuotamento.
E' nel frattempo arrivato anche il secondo prototipo; non siamo entusiasti della finitura, ci aspettavamo di più. Ma in fin dei conti è solo un prototipo, e si parla solo di un fattore estetico!

Le maggiori differenze tra i due prototipi sono nell'armo: abbiamo sacrificato il sistema di regolazione della centratura sulla coperta in favore dello strallo di prua. Lo strallo ci consente un albero più leggero e flessibile. Il secondo albero ha anche un sistema per la regolazione della lunghezza, in modo da poter provare un albero più corto quando usiamo la vela ridotta. Le vele V2 hanno avuto dei ritardi con i voli, e non sono ancora arrivate. Dovremmo averle la prossima settimana, pronte per il test che abbiamo organizzato per martedì e mercoledì grazie alla collaborazione di 18 velisti provenienti da varie parti dell'Inghilterra. Speriamo di avere delle belle giornate!

Settimana del 10 luglio

Dopo aver tirato lungo qualche notte per prepararlo, finalmente martedì siamo riusciti a varare il secondo prototipo. Nei 3 giorni successivi 25 velisti hanno torturato le 2 barche in praticamente tutte le condizioni di vento possibili. Tutto è filato liscio, se si eccettua un piccolo problema sulle crocette del secondo albero. Quelli della Selden sono arrivati, han preso l'albero, portato in ditta, riparato e rimesso in acqua a tempo record. Non ce ne siamo praticamente accorti! Abbiamo preparato un questionario per tutti i partecipanti, stiamo ora analizzandone i risultati. Non pensavamo ci volesse così tanto ad analizzar dei dati, ma il feedback che ne stiamo ricavando è impagabile. Sono 5 i punti su cui siamo concentrati in questo stadio, che devono essere definiti in quanto influenzeranno gli stadi successivi

Scafo:

  • 1 - Deriva: ok, questo è stato facile. Su 24 voti, 22 erano a favore della deriva pivotante. Dobbiamo migliorare il sistema delle lamelle, il prossimo tentativo sarà col tessuto da vela.
  • 2 - Scotta dal boma: la conclusione è che sostanzialmente l'idea piace ma il sistema è da migliorare. Proveremo un sistema che permette di ruotare la scotta per 180°, usando il perno dello gnav o mediante un bozzello sulla parte anteriore della coperta. Così la scotta può essere strozzata tirandola verso prua e mollata verso poppa. o magari possiamo aggiungere una torrettina, tipo quella del fiocco RS800/49er ma montata sottosopra. Se funziona poi ne facciamo fare una su misura. Avendo due barche, magari ne armiamo una così e una colà.
  • 3 - Posizionamento dei rinvii di controllo della vela: qua c'è difformità nelle opinioni ma fondamentalmente sono tutti concordi sul dove. Quindi tanto lavoro da fare ma con idee chiare e buone basi.

Albero:
  • 4 - Dobbiamo trovare il giusto grado di flessione. Una volta che l'albero è rigido a sufficienza da lasciare un residuo giro d'albero nella vela siamo sulla buona strada. Il secondo paio di rande è più magro del primo, ma con lo stesso giro d'albero. Anche con lo strallo eravamo ancora troppo flessi. Forse abbiamo anche appiattito troppo, la sensazione era che le V2 fossero un deciso passo indietro. D'altra parte, essendo le vele simili a quelle del 300, siamo piuttosto sicuri che dobbiamo lavorare ancora tanto sull'albero. Mike Lennon dice che con l'albero così flessibile con si riesce ad andar su di bolina, e qualsiasi tentativo di sopperire con vang o cunningham peggiora la situazione. Tre giorni a provare tutte le regolazioni ci hanno fuso il cervello! Ben McGrane, il responsabile Selden al test, ha sottolineato il fatto che dobbiamo decidere se strallo sì o strallo no. Lui non può disegnare l'albero senza sapere questo! Vero, ma d'altra parte io resto comunque dell'idea che in effetti con l'albero 2 hanno esagerato con la flessione... Faremo i test di flessione la prossima settimana, però in effetti Ben ha ragione. Il nocciolo ora è lo strallo. Sì o no?
  • 5 - Allora, strallo sì o strallo no? Uno strallo aiuta a supportare l'albero grazie alle sartie, alle crocette e alla tensione applicata, e questo permette di adattare un albero ad un ampio range di pesi. Equipaggi leggeri poca tensione, equipaggi pesanti più tensione. Un esempio conosciuto (ovviamente in Uk, ndt) è quello dell'RS400. Chi ha provato a mollare la drizza del fiocco con ventone sa a cosa mi riferisco! In effetti in acqua questo funzionava, ci abbiamo perso tutto il mattino di mercoledì. Ma non è che introducendo anche questa regolazione stiamo rendendo la barca troppo tecnica? In effetti a chi ha provato la barca l'idea dello strallo regolabile piaceva, ma l'aspetto puramente tecnico delle flessioni non è l'unico da prendere in considerazione. Uno strallo là davanti complica - e non poco - l'abbattuta e l'ammainata. E' capitato che ci è toccato riportare il prototipo a terra per sbrogliare il gennaker attorcigliato... sufficiente come complicazione, che dite? Il problema che ci si pone pero è il seguente: riusciremo ad avere l'adattabilità per il range di peso previsto con un albero autoportante? E variandone l'altezza, per giunta? Questo è il lavoro che ci aspetta nei prossimi mesi. Aspettiamo quindi con ansia albero #3 e albero #4, diversi tra loro per rigidità, e proviamo ad imboccare la strada senza lo strallo di prua. Ma la predisposizione per ora la lasciamo, non si mai!

Ultima nota di questa settimana, abbiano pesato le due barche. #1 ha segnato 89 kg, #2 87, entrambe in ordine di marcia. Solo scafo siamo a circa 58 kg, e siamo abbastanza tranquilli del fatto che in produzione scenderemo di almeno 2 o 3 Kg. A titolo di confronto, il 700 è 88 kg, il Musto Skiff 85 mi sembra. E credo che il D-One non sia lontano da questi pesi.

Settimana del 17 luglio

Abbiano analizzato i dati raccolti la scorsa settimana; eccoli qua.

vento: 5-26 nodi, prevalentemente 8-15
durata del test: 3 giorni
partecipanti: 24 velisti indipendenti di diverse provenienze. Qualcuno anche precedente proprietario di altre barche, la maggioranza con esperienza su più barche diverse.

3      current or ex     RS400
3      ditto           MPS
2      ditto           Blaze
2      ditto           RS700
2      ditto           Phantom
1      ditto           Finn
1      ditto           Vortex Assy
1      ditto           Laser 2000
1      ditto           RS300
1      ditto           RS200
1      ditto           MX Ray
1      ditto           Wayfarer
1      ditto           RS600 / V3000
1      ditto           RS Vareo
1      ditto           Altro
2 velisti d'altura che non hanno fatto deriva di recente ma hanno voglia di tornarci

Il livello in acqua è stato molto buono, senza drammi, salvataggi o simili. Qualche domanda non ha avuto risposta, qualcun'altra era difficile da interpretare

21/24 hanno valutato 4/5 o 5/5 l'estetica a terra
19/24 hanno valutato corretto l'abbinamento tra albero suggerito e peso dell'equipaggio
15/24 hanno valutato 4/5 o 5/5 il disegno delle vele
20/24 reputano che il gennaker debba essere più grande (10.4m2, in questa prova un kite Vareo)
6/24 reputano che sono necessarie due diverse misure di gennaker
21/24 preferiscono l'albero senza strallo
17/24 vogliono 2 o più rande di superfici diverse
13/17 reputano che la soluzione di avere un albero uguale con diversi incastri per ottenere diverse altezze sia valida
3/17 credono che sia utile aver diverse parti alte dell'albero
1/17 vuole un albero unico
21/24 hanno promosso la scotta che si tiene direttamente dal boma
13/24 credono che la soluzione della scotta possa essere migliorata
21/24 votano a favore di un boma in carbonio purchè l'aumento sia contenuto in 250 £
18/24 hanno valutato 4/5 o meglio facilità e stabilità di bolina
15/24 hanno trovato la barca più facile da condurre in bolina di quanto si aspettassero
22/24 hanno valutato 4/5 o meglio il divertimento in poppa
17/24 hanno trovato la barca più facile da condurre in poppa di quanto si aspettassero
22/24 preferiscono la deriva pivotante a quella a baionetta
16/24 hanno valutato 4/5 o meglio il posizionamento delle regolazioni della vela
22/24 hanno valutato 4/5 o meglio il comfort della posizione a bordo
12/14 hanno valutato 4/5 o meglio la facilità di raddrizzare la barca dopo la scuffia
a 19/24 piacerebbe già averne una
6/24 hanno versato la caparra dopo la prova

Suggerimenti vari raccolti durante la prova:

-unire le cinghie
-posizionare i rinvii delle regolazioni randa ancora leggermente a poppa
-l'auto-vuotamento del pozzetto può essere migliorato
-sistema per issare lo spinnaker a pompetta (3 richieste)
-strozzatore del vang più in alto
-prolunga più lunga
-regolazione della deriva
-permettere almeno come optional la scotta tradizionale
-cricchetto per il gennaker
-archetto regolabile
-spostare lo spinlock più a poppa
-stroppo per l'abbattuta

 

Settimana del 7 agosto

Con gli appuntamenti dell'Eurocup, di Carnac e della settimana di Cowes in mezzo, siamo riusciti ad andare in barca solo 3 volte nelle ultime 3 settimane, ma siamo riusciti a fare comunque molti progressi in diverse aree.

Come ricorderete, stavamo cercando la giusta rigidità dell'albero per poter soddisfare i parametri di progetto, e si stava ragionando sulle diverse soluzioni per la scotta. Inoltre non è ancora stata definita la posizione dell'albero. Sul prototipo 1 ora l'albero è 70 mm più a prua rispetto al #2. I progressi si vedono, ma c'è ancora tanto da lavorare.

Per quanto riguarda la forma dello scafo siamo già molto soddisfatti, ma... siamo sicuri che non si può far nulla per migliorare ancora? Il nostro piano di lavoro prevede che gli stampi partano per la Thailandia tra 3 settimane, c'è ancora tempo per qualche modifica. Allora proviamo ad allungare lo spoiler di poppa, e ad affinare lo spigolo vivo; spoiler allungato di 22 mm, abbassato di 12, spigolo originale carteggiato e rifatto più lungo di 1200 mm verso prua. L'idea è favorire e anticipare la planata, sacrificando eventualmente un filo di manovrabilità e gradevolezza con arie leggere, dove però allo stato attuale ne abbiamo da vendere. Dopo la modifica lo scafo è sicuramente ancora più bello da vedere, anche se la maggioranza delle persone non lo noterà nemmeno senza un confronto con l'originale. Le prime due uscite dopo le modifiche sono state molto positive, i miglioramenti ci sono e si sentono, in cambio di controindicazioni pressoché inesistenti. Siamo soddisfatti, molto soddisfatti; il (tanto) lavoro di Andy Miller in cantiere è servito! Vogliamo testare ancora prima di ratificare la modifica sugli stampi, ma l'impressione è che ci siamo.

RS 100 Square Top

Per ciò che concerne la vela, alla maggioranza di noi il taglio "square top" piace, ma siamo un po' tutti sicuri che una randa come quella del 300 può essere adatta anche per il 100. In fin dei conti c'è il gennaker per le poppe, perché insistere ad aggiungere tela se poi la maggior parte del tempo quella di troppo la lasciamo lì a sbattere? Questo lo proveremo, in fin dei conti basta solo qualche modifica a una randa di un 300 per fare questo test. Ad oggi la situazione è che a me (Nick Peters, uno dei capi di RS, ndt) piace come si comporta la vela normale, ma la "square top" è più bella - e Alex e Paul sono sostanzialmente d'accordo con queste osservazioni. Mike Lennon insiste invece con i vantaggi aerodinamici che deriverebbero dalla scelta dello "square top". Meno male che abbiamo ancora tanto tempo per prendere decisioni sull'armo!

Torniamo a parlare dell'albero. Per il problema della rigidità, io e Alex ci siamo guardati e da bravi impulsivi abbiamo deciso di ricorrere al fai da te: due strati aggiuntivi di carbonio, un po' di epossidica, et voilà! Un albero l'abbiamo lasciato come riferimento, l'altro è diventato un palo della luce. Così, fuori la flex, abbiamo cominciato a carteggiare fino a che piano piano l'albero ha iniziato a comportarsi come volevamo. Un week-end è volato via in questo modo, mentre nel frattempo la Selden ci preparava un'altra parte bassa e due parti alte nuove. Così con tutti questi pezzi in mano (3 parti basse e 4 alte) ci siamo messi a far misure, in modo da aver in mano più dati possibile per proseguire lo sviluppo delle vele. Pur avendo preso le misure ad alberi montati, la nostra visualizzazione ideale lo divide in 3 parti: una base rigidissima a supportare gli sforzi scaricati sul piede d'albero e le pressioni sul punto d'attacco dello gnav; una parte centrale (che include il vero punto di giunzione tra i due mezzi alberi) che è la parte chiamata al lavoro longitudinale; e infine la parte alta, chiamata al lavoro laterale. Inoltre già che c'eravamo abbiamo ridisegnato l'attacco delle crocette in modo che possano ruotare su un collare apposito invece che sfregando direttamente contro il carbonio.

Abbiamo provato tutti i sistemi che ci sono venuti in mente per lo strozzatore della randa, con risultati interessanti. Il sistema originario prevedeva che si strozzava verso poppa e si liberava la scotta tirando verso prua. A me questo sistema è sempre piaciuto - man mano che il boma esce diventa sempre più facile mollare lo strozzatore. L'unico momento in cui ho incontrato difficoltà è stato con vento forte da posizione molto a poppa. Abbiamo provato lo stesso sistema al contrario, cioè con lo strozzatore ad aprire verso poppa. Funzionava bene di poppa col vento forte, ma di bolina lasciava un po' a desiderare. Di sicuro c'è che la scotta dal boma lavora bene, se siamo abili a sufficienza da disegnare un sistema facilmente reversibile che permetta a ciascuno di poter personalizzare la sua barca come preferisce, può essere un'idea. Poi abbiamo tentato un accrocchio con una puleggia e torretta Rwo montate sulla parte bassa del boma in modo da sbloccare la scotta tirandola verso il basso; eccezionale di bolina, assolutamente non funzionale di poppa. Ancora lavoro da fare... Paul ha suggerito di provare una torretta tradizionale a poppa della coperta di prua. A me l'idea non piace, ma lascerebbe comunque il pozzetto libero. Proveremo, in questo stadio dello sviluppo dobbiamo essere più flessibili possibile.

Abbiamo provato le lamelle fatte col tessuto da vela ed è stata una sorpresa. Funzionale al punto che stiamo considerando seriamente la soluzione. Se solo riuscissimo a trovare un sistema semplice per la loro sostituzione al posto della colla o delle solite strisce di metallo e viti...

È arrivato anche il nuovo spinnaker - 12 mq che aspettano il loro turno di essere provati. Quanta roba da provare, che casino! La consolazione è che a questi ritmi entro settembre riusciremo di sicuro ad avere le idee chiare.

Settimana del 28 Agosto

Le modifiche allo scafo di cui si parlava la scorsa settimana sono state definitivamente ratificate. Con vento leggero sono pressoché ininfluenti, con vento medio e fresco la barca plana prima e più facilmente. E complessivamente è ancora più bella, il che è sempre qualcosa da non disdegnare. Il tempo scorre, a questo punto ho già messo la firma sul progetto definitivo e mentre scrivo lo stampo ufficiale è in costruzione. Il trasporto per la Thailandia è fissato il 4 settembre.

Dall'ultimo report siamo usciti in mare altre 3 volte, prevalentemente con l'albero #2 in ordine di rigidezza. La parte bassa e il top sembrano ok, ma la parte centrale deve essere più stabile. Meno male che per gli alberi abbiamo più tempo che per lo scafo!

Vele: mi scoccia tremendamente dirlo, ma l'ago della bilancia si sta sempre più spostando verso il top di tipo tradizionale. Questo 'pin' top, che assomiglia all'armo vecchio del 49er, è più gradevole nella conduzione rispetto allo 'square', e con vento forte va di più. Mi piacerebbe postare delle foto, ma in questo momento siamo più concentrati sulle modifiche che sulle foto. Magari la prossima volta! Per quanto riguarda l'asimmetrico, il 12mq taglio radiale sembra proprio nato per questa barca. Più stabile e controllabile del kite del Vareo, sviluppa più velocità e diverte di più. Avendo aggiunto superficie, abbiamo perso un po' di angolo al lasco, ma non si può avere tutto dalla vita. D'altra parte abbiamo già due versioni di randa; e se lasciassimo l'opzione di avere anche due versioni del gennaker? Ovviamente se dopo 6 mesi tutti hanno preso lo stesso gennaker sapremmo cosa fare, ma credo che sia un'osservazione oggettiva; il gennaker per le regate e quello per divertirsi senza pensieri sono diversi. Lasciamo o no l'opzione all'acquirente? Mi ricordo di quando andavo in 505, all'ordine potevamo scegliere lo spi da poppa o quello da lasco, erano ben diversi, e si sentiva. Noi cacciavamo il grano e noi decidevano cosa comprare. C'è da pensare.

RS100 Sheeting

Per quanto riguarda la scotta, la prova con la torretta subito a poppa della coperta di prua è stata fallimentare, come tutti si aspettavano. MA... Ma ha generato il dubbio che uno strozzascotte a livello bordo con torretta classica, stile Contender per intenderci, possa essere una soluzione tremendamente valida. Soluzione convenzionale... dopo tanto tempo speso con novità? Posta in sulla linea della mano di prua quando alle cinghie, sarebbe sufficientemente a prua da lasciare spazio alla prolunga durante le manovre. Altro test in vista, proveremo tutto, come sempre.

Una diretta conseguenza di questo test è che per farlo serviranno anche delle cime per la regolazione della deriva, che tra l'altro più di qualcuno aveva richiesto quando avevamo fatto il test con i volontari, in quanto la torretta per la randa cadrebbe come posizione esattamente sopra la deriva. Problema piuttosto comune per i singoli... Però... Il nostro pozzetto, inizialmente asettico e pulito come una sala operatoria, si sta riempiendo un po' troppo! Ma la prova la faremo lo stesso, sicuro!

Lamelle: il tessuto da vela funziona e sigilla bene, condizione critica con un parte alta della cassa di deriva "aperta". Solo che finora non siamo riusciti a trovare una soluzione semplice e funzionale, e non vogliamo addentrarci nel "SicaFlex inferno". Per il momento abbiamo ripiegato sul buon vecchio Hawk con una piccola modifica nella parte anteriore in modo che - vista dallo scafo - la parte anteriore della cassa sembra quella di una deriva a baionetta e la parte posteriore è quella che vi aspettereste da una pivotante. In più, è stata tagliata un'ampia V alla fine della lamella per favorire il vuotamento dell'acqua dal pozzetto. Resta da vedere cosa accade alzando la deriva quando si naviga. Da progetto, sarà utile forse solo in poppa con vento molto leggero, stile RS200.

Di nuovo al lavoro ora, bisogna finire gli stampi e farli arrivare in tempo alla CMI. Non possiamo andare lunghi coi tempi!

 

Settimana del 18 settembre

Ecco il modello degli stampi...

RS 100 plugs

E il suo imballaggio per la spedizione in Thailandia!

RS100 Plug packing

Nick presenterà in seguito le notizie relative allo sviluppo della barca. Nel frattempo qui si va avanti con la parte relativa alla produzione dello scafo. I modelli sono stati completati, imballati e caricati sull'areo in Inghilterra il 4 di settembre. L'8 sono arrivati in Thailandia alla CMI. sicuramente non è stato il modo più economico di spedire il tutto... Ma alla fine era l'unica via per rispettare le tempistiche che ci siamo imposti. Ora dai modelli verranno preparati gli stampi definitivi, Alex Southon (il direttore della produzione, ndt) e già la a sovrintendere al processo di costruzione e resterà la fino a che i primi scafi non saranno pronti.

Manoscritto di Nick (titolare RS, responsabile progetto RS100)

Finalmente anche alla CMI, in Thailandia, le cose han cominciato a muoversi. C'è stato da rifinire i modelli, probabilmente durante il viaggio qualcosa si è mosso e qualche piccola ammaccatura deve esser sistemata. Prevediamo di aver pronto il primo stampo all'inizio della prossima settimana. Nel frattempo si stanno preparando i pezzi più piccoli, tipo i rinforzi e compagnia bella. Jim Hood, il responsabile del controllo qualità in sede, si è già innamorato della barca. È da un paio di anni il responsabile Vareo, e pensa che l'abbiamo disegnata apposta per lui... e non è l'unico a pensarlo nel suo reparto!

Abbiamo montato la torretta; in effetti non è una sorpresa che funzioni bene. In andature portanti rappresenta un miglioramento notevole, soprattutto perché la scotta non inizia ad andare a spasso per la barca anche con vento e sotto gennaker. La prova successiva che ho fatto è stata di nuovo con la scotta dal boma, ma stavolta fissata a centro barca per mezzo di un elastico in modo da ottenere lo stesso effetto di non perderla. Di poppa era peggio, finora per me la soluzione migliore è legare scotta randa e scotta gennaker assieme e tenere la scotta randa, seppur strozzata, assieme a quella del kite. Di bolina la mia preferenza va alla scotta dal boma con lo strozzatore verso dietro; ho notato però che questo mi porta a virare stando molto piegato verso poppa in quanto lo strozzatore è sempre vicino alla faccia, soprattutto ora che il boma si è abbassato dopo aver allungato la balumina. Una controindicazione della torretta è con vento leggero di poppa; come posizione si può stare seduti abbastanza comodamente sul fondo appoggiando la schiena sul bottazzo, ma così facendo ci si ritrova la torretta tra le gambe e s'è costretti a stare con la schiena più alta. Mi chiedete cosa sceglierò? Dopo tante uscite sono ancora indeciso, anche se le ultime considerazioni sull'altezza del boma hanno spostato l'ago della bilancia verso la tradizionale torretta. Potrebbe essere anche un'idea lasciare l'opzione di tutte e due le scelte, in fin dei conti questo era un suggerimento che più di qualcuno aveva già dato due mesi fa.

La soluzione per la cassa di deriva funziona. Un'unica volta durante i test è entrata acqua, e solo dalla parte anteriore, e si trattava di una prova in poppa con ventone e deriva mezza alzata. Con la deriva tutta giù, la cassa era completamente asciutta, totalmente drenata per depressione. C'è da aggiungere pure che questa soluzione è più affidabile di quella standard montata su 200 e 400, c'è meno materiale flessibile, con meno pressione e quindi si consumerà di meno. E ovviamente sarà più veloce e semplice da sostituire. Per quanto riguarda la regolazione della deriva, abbiamo installato un semplice sistema a circuito chiuso per issarla e abbassarla, orientato verso prua in modo da non influenzare la pulizia del pozzetto. Oltretutto questa disposizione sarebbe stata comunque necessaria in caso di presenza della torretta. Devo ammettere che ho gradito molto la possibilità di regolare la deriva mentre alle cinghie. Non si userà molto, ma a livello di amichevolezza della barca è un bel colpo!

RS 100 Not Coloured sail

Abbiamo continuato lo sviluppo delle vele, anche se non siamo ancora arrivati al punto di fare i test di messa a punto con due barche. La fotografia mostra l'ultima randa, che sembra lavorare bene. Forse solo un po' troppo piatta, specialmente in base. Il boma si è abbassato in quanto abbiamo 20 cm in più di balumina, ma è ancora agevole da passarci sotto e la barca è più bella e va di più. Mi ricorda il concetto “bag and blade” (borsa e lama, ndt) che Phil Morrison ha a proposito delle vele per i singoli - bella piena alla base, piatta come una tavola in cima - che tanto bene va sul 300 e che ha accompagnato parte dello sviluppo del 700. Come tanti concetti di principio, ci sono delle verità di fondo, ma nella vela le variabili sono veramente tante. Quando all'epoca facemmo una vela per il 700 che seguisse pedissequamente questo concetto, ottenemmo la peggior vela del lotto! Sinceramente con capimmo mai perché, ma la conclusione fu che il concetto non funziona bene per i singoli col trapezio. Ad ogni modo, la prossima vela del 100 sarà più grassa in base, e vedremo come andrà... Stavolta come potete vedere la vela non è colorata. Abbiano deciso di fare una cosa semplice in modo da avere pronta una lavagna a sfondo nero per sbizzarrirsi a creare il look definitivo. A qualcuno piace già così, ma credo che alla fine qualche nota di colore ci sarà, seppur un po' meno appariscente di quello che c'era all'inizio. A qualcuno di voi sicuramente non piacerà il profilo della balumina. Qui le opinioni si sono letteralmente spaccate in due, e la prossima vela sarà più tradizionale, ma questa è nata così sia da un punto di vista tecnico per massimizzare la superficie sia per essere diversa da ciò che si vede abitualmente e vedere l'effetto che faceva. Allungheremo ancora un po' la base, ma complessivamente col fatto che la balumina sarà più diritta la superficie velica calerà un pelo rispetto agli attuali 10 mq. Aspettiamo di averla qua e poi di nuovo in acqua per i test comparativi. Quando saremo soddisfatti del look, lo replicheremo sulla vela più piccola. La deadline per questo è fissata a metà ottobre, in modo poi da riservarci 6 settimane pulite da dedicare all'ottimizzazione del profilo.

RS100 Gybe

Il gennaker da 12 mq sembra una buona scelta, e per le malelingue quello in foto sono io che sto iniziando un'abbattuta con rollio, non mi sto cappottando con 3 metri di vento e senza onda! Una delle cose carine del 100 è il controllo dell'inclinazione dell'albero dalla coperta. Il componente che permette questo l'abbiamo disegnato in casa e fatto stampare su specifiche. E' formato da un collare per l'albero incassato in due guide scorrevoli che permettono una corsa di 40 mm. Nello stesso pezzo sono state ricavate le guide per il passaggio delle regolazioni randa sotto la coperta ed il foro per la drizza gennaker, e la parte è studiata in modo da esser facilmente asportabile in caso di necessità di lavori, funzionalità stile tappo di ispezione, per intenderci. Ovviamente non prevediamo che sia regolabile in regata, ma che il tutto sia sufficientemente comodo da essere spostato tra una prova e l'altra sì. La prima versione del pezzo è già stata collaudata e modificata, la seconda dovrebbe esser pronta per la prossima settimana.

 

Settimana del 2 ottobre

Ogni volta che si arriva vicini alla fine di un lavoro, sembra che il tempo a disposizione non sia mai abbastanza. E molto probabilmente è proprio così. Anche se lasciamo da parte tutte le cose materiali da fare - cercare i giusti componenti, le soluzioni migliori, la messa a punto dell'albero e delle vele, tutti gli innumerevoli dettagli che fanno parte della barca -il problema di fondo è che si arriva sempre al punto in cui ci si chiede se si sta facendo un buon lavoro o se magari qualcosa poteva esser fatto meglio. L'obiettivo ovviamente è creare quel qualcosa che fa la differenza, quel qualcosa che ti dà soddisfazione quando esci in mare con la barca o addirittura solo il fatto di possederla. E questo è l'ultimo momento in cui possiamo forse fare ancora qualcosa, dopodiché o la va o la spacca. Probabilmente ci sarà tempo ancora per i dettagli fino al boat show (metà gennaio 2010 ndt), ma per quanto riguarda le caratteristiche principali quel che è fatto, è fatto.

E allora vengono in mente tutte le domande possibili... È stabile a sufficienza? Maneggevole a sufficienza? veloce? Non è che l'abbiamo fatta troppo invelata per l'oceano o l'alto Garda? O forse troppo poco, quelli dei laghi dove c'è vento leggero ne avranno a sufficienza?
C'è un solo modo per mettersi a posto la coscienza: far mente locale, non pensare che è una tua creatura, riprendere in mano i capitolati di progetto e vedere cosa abbiamo fatto confrontando deve siamo con quello che volevamo ottenere all'inizio.

Prima di tutto ci eravamo riproposti di non avere una barca estrema: laser, RS200, RS400, Merlin, 505... tutte barche di gran successo. Nessuna di queste è una barca estrema, sono tutte piacevoli, reattive, divertenti ma alla portata di tutti. Imparare ad andarci non è difficile, e ci vai per divertirti e non per punirti! E il risultato è che alla fine dopo tanti anni su queste classi c'è ancora un sacco di gente che ci va, e magari va a farsi le regate per far le ferie. Che sia il Solent, la Bretagna o il Garda. Ma non dimentichiamo che siamo nel 2009, presto 2010... 22 metri quadri di tela in singolo di lasco alle cinghie, sì, direi che ci può stare!

La maggior parte del tempo trascorso ultimamente in barca su un singolo l'ho passato stando al trapezio - per riequilibrare le mie sensazioni pertanto sono recentemente uscito molto con un Phantom. Se riusciamo a costruire un mix dove combiniamo la reattività e l'egregio comportamento del Phantom nei venti leggeri con quello che si può aspettare un proprietario di RS700 al lasco e in poppa, siamo sulla giusta strada.

Poi esci con poco vento, e al rientro ci si ritrova a dire che una randa più grande non starebbe male... L'uscita dopo prendi 15 nodi e sbarelli un po' al lasco, quando rientri ti chiedi se delle terrazze più larghe potevano aiutarti... Però ci pensi un po', tutto sommato con poco vento il Phantom era lì, con pressione al lasco me la giocavo col 29er e il Vareo sembrava avvitato nell'acqua al mio confronto... Alla fin fine la cosa buona è proprio quella. Non siamo andati a caccia di sensazioni estreme; facile, veloce, divertente, versatile! I cinici potrebbero obiettare: buona in tutto, eccellente in nulla. Però quando hai le due ore libere, sei in grado di uscire sempre, poco o tanto che sia, e divertirti sempre. E in effetti, tutte le barche di gran successo sono così! No, siamo sulla strada giusta, l'abbiamo tracciata bene all'inizio e siamo andati nella giusta direzione.

Il cantiere è quasi impraticabile a furia di lavorare sulle barche. Ma ne valeva la pena. Adesso tutti e 2 i prototipi hanno installato il nuovo sistema di regolazione dall'albero. Funziona molto bene, ed è fantastico rendersi conto in acqua della differenza nelle variazioni di rake.

Particolare mastra RS100

Lo sviluppo dalla parte albero e stata la parte su cui si è lavorato di più nelle ultime due settimane, uscendo in acqua ogni qualvolta era possibile. Abbiamo ingrassato le vele - ricordate? Bè, potevamo farlo di più. Ci siamo chiesti allora se fare delle vele molto più grasse o se magari irrigidire ancora un po' l'albero e solo leggermente ritoccare le vele. Alla fine, visti i volumi, abbiamo deciso di irrigidire un po' la parte alta. Anche quelli di Selden devono pur lavorare un po', no ? Da lunedì prossimo saranno quindi in lavorazione vele nuove e albero nuovo. Tutto sommato è il periodo dedicato ai test, va sfruttato al massimo!

A fine settimana siamo arrivati a preferire un rake leggermente più alto; si è deciso quindi sulle vele nuove di allungare ancora leggermente la balumina, sempre con l'occhio rivolto all'altezza del boma in modo da non abbassarlo troppo e quindi rendere la barca scomoda. Un occhio alle prestazioni, ma sempre tenendo ben presente che le prestazioni non sono tutto. Per inciso, siamo ancora con il boma 75 mm più alto rispetto al Phantom, misurati nel punto dove si passa da una mura all'altra virando.

RS100 look

L'albero più verticale ha anche ridotto la quantità di drizza necessaria a issare il gennaker, cosa che ci ha permesso di allungare il bompresso. Così facendo il kite è più libero dai rifiuti della randa, e il look è divenuto ancora più bello e aggressivo. Come dicevo poco fa, le prestazioni non sono tutto, ma questo è stato un benefit ottenuto sostanzialmente gratis.

A proposito della scotta randa... alle fine sto preferendo le torretta. È come dire... normale? Ogni volta che esco faccio il confronto, e ogni volta la conclusione è la stessa; la randa diretta dal boma è favolosa di bolina, ma di poppa col gennaker la torretta è molto più comoda. È dal primo giorno che si pone il problema di come recuperare la scotta sotto gennaker quando la scotta esce dal boma, e non l'abbiamo ancora risolto. Non è ancora deciso cosa sceglieremo sulla barca di serie!

Boma: il carbonio costa, ma la differenza è abissale. Meno peso, meno rollio, più controllo, e tanto ma tanto più bello da vedere. Alla Selden abbiamo già dato l'ok per questa versione. Ripeto, costa con occhio, ma sono convinto che tutti voi al mio posto avreste preso la stessa decisione: s'ha da fare in carbonio!

Martedì e mercoledì saremo di nuovo in acqua, anche con degli ospiti che verranno fin qua dall'isola di Wight in gommone... Cosa non si fa pur di fare un giro in anteprima!

Settimana del 16 ottobre

Nelle ultime due settimane siamo usciti in barca a provare ogni qualvolta se ne è presentata l'occasione, concentrandoci prevalentemente sulle caratteristiche dall'albero. Da noi questa volta solo con una barca, in quanto l'altra è in giro per l'Inghilterra (questa settimana a nord, allo Yorkshire Dales SC, la scorsa settimana a Grafham). L'obiettivo era quello distabilire le specifiche definitive dell'albero, in modo da poterci poi concentrare sulla messa a punto fine della vela.

Cerco di spiegare nei termini più semplici possibili quali sono i miei obiettivi per l'albero: vorrei un albero rigido a sufficienza da permettere agli equipaggi pesanti (100-110 kg e albero grande) da tenere l'angolo sotto raffica e recuperare velocemente la flessione alla fine della raffica, ma d'altra parte morbido a sufficienza da permettere agli equipaggi leggeri (70 kg e albero piccolo) di sentire la flessione e scaricare quando la raffica impatta. Sulla base di queste considerazioni, e con l'esperienza ormai maturata con i materiali a disposizione, abbiamo ordinato due settimane fa un altro albero alla Selden. In questi 15 giorni ogni volta che ero in acqua e mi trovavo nelle condizioni di cui parlavo sopra (albero che non scarica a sufficienza e troppa potenza oppure albero troppo molle e poco angolo), ero sempre più convinto che eravamo sulla strada giusta e non vedevo l'ora che arrivasse l'albero nuovo! Finalmente il 15 ottobre l'albero era pronto, e naturalmente la prima cosa che ho fatto è stata correre in Selden e misurarne le flessioni. 16% più rigido nella parte alta, una curva più omogenea e complessivamente il 9% più rigida, sembra esattamente quello che volevo, non vedevo l'ora di provarlo in acqua!

E naturalmente il 16 ero in acqua... Albero nuovo, vela nuova, la vela naturalmente dovrà essere ritoccata per adattarsi alla flessione, ma complessivamente sono proprio soddisfatto! Questo albero nuovo è proprio bello, reattivo, sembra molto... versatile. Cazzando vang e cunningham flette proprio bene e la vela diventa una tavola. Laschi vang e cunnigham e l'albero riprende bene la sua forma, è proprio un "cambiare marcia" istantaneo. In regatina tra noi, con un buon 400 di Portchester e qualche buon Merlin, il 100 camminava bene, con un angolo onorevole di bolina (sicuramente migliorato rispetto all'albero vecchio) e un bel passo nei 6-12 nodi che c'erano. Sono arrivato vicino vicino al 400 (andavo un po' meno in bolina e un po' di più in poppa), ma il Merlin che ha vinto ha fatto il mazzo ad entrambi!

In regata ho apprezzato tantissimo le cinghie regolabili, era proprio la giornata perfetta per dimostrare quanto utili possone essere. La barca è talmente comoda come posizione fuoribordo che quando il vento era fresco e stabile mi potevo permettere di andare con le cinghie tutte molli, steso tutto fuori. Quando calava o nei momenti in cui il vento era molto rafficato, bastava cazzare le cinghie ed i piedi trovavano immediatamente stabilità ed equilibrio. ln effetti mi sono ritrovato ad utilizzare la regolazione come un interruttore on/off, tirato dentro per far cinghietta nei buchi e lasco fino al nodo nei rafficoni fissi. Abbiamo fatto una buona scelta decidendo di introdurre le cinghie regolabili; certo, due strozzatori aggiunti alle specifiche e qualche € di costo in più per una modifica a cui non pensi il 90% del tempo che usi la barca, ma in quel 10% delle volte che la usi ti sembra la cosa migliore della barca!

Ho avuto la scorsa settimana anche l'occasione di provare con un D1 con 10-14 nodi. Il D1 è una barca molto invelata, estremamente potente con le ali tutte fuori, e come da previsioni in bolina andava di più, ma sotto gennaker il 100 era sicuramente più veloce. In poppa solo randa le due barche avevano velocità molto simili. Secondo Simon White, il ragazzo che ha avuto l'occasione di provare entrambe le barche lo stesso giorno, il D1 è e sembra una barca più grande, e di bolina pur essendo più è anche meno gradevole da portare. In più la giornata mi ha fatto ricordare perchè abbiamo deciso in sede di progetto di non usare una randa steccata con questa barca, ed è un'altra scelta giusta che abbiamo fatto con il 100. Ogni volta che in acqua ci fermavamo a scambiare 2 chiacchiere, la differenza di tranquillità e controllo della barca tra me col 100 e lui col D1 era incredibile! Dai numeri, il D1 dovrebbe essere 30/35 punti Portsmouth Yardstick più veloce, grazie a tutta la tela e alla forza raddrizzante che si porta appresso, ma la mia impressione dopo la giornata è che comunque globalmente con vento leggero le due barche sono molto vicine in quanto a prestazioni - lo dirà ben il tempo, questo! Del resto con pressione con c'è nulla da fare e un singolo senza trapezio pagherà sempre e comunque dazio a quello che il trapezio ce l'ha, per cui ottimizzare la barca per condizioni medio leggere dovrebbe essere la giusta scelta per poi farci delle regatine di club tra amici! Con il tempo, come si diceva, vedremo dove saremo posizionati con il 100, ma credo che un compenso PY di 1000-1015 sarà equo. A meno che i vostri amici non siano tutti bravi regatanti col Merlin, nel qual caso 1030 potrebbe essere meglio...

Alex è partito per la Thailandia per la costruzione della prima barca e Pom Green li raggiungerà entro pochi giorni. Pom è uno dei proprietari della Composites Marine International, e uno dei migliori costruttori di barche che io conosca. Non è partito subito solo perché c'era la nazionale di Ranking 470 questo fine settimana. Nel frattempo io e Mike sposteremo le nostre attenzioni sullo sviluppo delle vele. Va finito prima che cominci a fare troppo freddo, altrimenti ci aspetteranno delle belle uscite ghiacciate!

Settimana del 30 ottobre

Come vi raccontavo 15 giorni fa, si e deciso di ordinare una parte altanuova e più rigida alla Selden. Albero #5, arrivato la scorsa settimana. Ne abbiamo subito misurato la flessione, dopodiché alla prima occasione lo abbiamo provato in acqua sperando di essere finalmente giunti alle specifiche definitive. Assieme a Mike Lennon abbiamo confrontato l'albero con altri, già sapendo che questo del 100 era più rigido di quello del 300, e che la flessione longitudinale era superiore rispetto a quella del Laser. Siamo molto vicini come curvatura a quella di una Iole OK o del Finn. Lavora bene in acqua ed è bella da vedere, direi che siamo proprio arrivati dove volevamo essere. Forse è il momento di approvare le specifiche e autorizzare la produzione in serie, anche perché a regime come piano industriale la Selden ci costruirà gli alberi più lentamente di quanto noi saremo in grado di fare con gli scafi, per cui prima gli diamo l'ok per iniziare meglio è!

Nel frattempo abbiamo provato un boma ibrido con del vetro misto a carbonio - non ne avevo mai parlato, ma tra i test in programma vi era anche questo boma che a fronte di un chilogrammo di peso in più consente un notevole risparmio economico. Peccato che - almeno per quanto mi riguarda - non era assolutamente all'altezza di quello in carbonio 100%. È un boma lungo quello del 100, deve essere il più leggero possibile, in acqua proprio si sente la differenza. Cosi, assieme all'autorizzazione dell'albero, ho dato l'ok anche al boma in carbonio. Non so se l'ho già detto, ma è proprio un gran bel boma!

RS 100 con vang e cunn laschi

RS 100 con vang e cunn cazzati

Ho anche provato - e mi è piaciuta - la vela nuova. D'altra parte so che Mike vedrà sicuramente dei particolari o dei miglioramenti possibili che io non ho notato, in fin dei conti è il suo lavoro in Hyde. Adesso che ho approvato l'alberatura, sarà anche più facile affinare la vela, in quanto eliminata una variabile ci possiamo concentrare sull'altra. Con l'ultima parte alta abbiamo ottenuto una curva di flessione proprio omogenea, ma ovviamente questo si è ripercosso sul giro d'albero necessario. Nella parte alta dobbiamo toglierne un po', e nella zona attorno all'unione delle due parti ne dobbiamo aggiungere. Sembra quasi che la parte alta leggermente più rigida scarichi parte degli sforzi sulla giuntura, aumentando la flessione in quella zona. Sono modifiche contenute per le quali non occorrono vele completamente nuove e così tempo due giorni per questi cambiamenti e siamo stati nuovamente operativi con la vela grande #7 e quella piccola #5 modificate. Nelle foto qui sotto si può apprezzare come ora l'infieritura segua ragionevolmente la flessione. Date un occhio alla linea delle stecche per apprezzare cosa succede semplicemente cazzando e lascando cunningham e vang: come riescono a modificare il profilo due controlli della vela con un armo di questo tipo!

A questo punto ci concentreremo su possibili miglioramenti nelle vele, cercando degli spunti per delle linee guida da seguire. Una delle cose che abbiamo annotato mentre facevamo i test comparativi di bolina con il Phantom è che fa sempre piacere poter disporre di entrambe le scelte: stringere o camminare. Finora con il 100 la sensazione è che era sempre meglio andare a camminare piuttosto che a stringere per ottenere la miglior VMG. Per questo motivo, la prossima vela la disegniamo per andare a stringere, così ci facciamo un'idea su cosa succede con questa scelta. Quindi vele complessivamente più piatte, tirate e chiuse di balumina per spostare il flusso a poppa e guadagnare in angolo. Questo è il lavoro di Mike e tutti i ragazzi in Hyde, la ricerca dei giusti equilibri, ed è quello che sanno fare bene, per cui facciamoli lavorare. La V3 di tutte e due le vele arriva la prossima settimana, ci siamo già organizzati per avere in acqua le due barche con velisti di peso simile e fare le prove dirette V2 contro V3.

Col fatto che abbiamo uno dei due scafi in giro per dimostrazioni e le tempistiche di consegna delle vele, Sono rimasto un po' indietro con le prove relative alla differenza di dimensioni tra la vela piccola e quella grande. L'obiettivo di progetto è far si che un timoniere di 92 kg con l'albero grande si trovi a suo agio e senta la barca come un timoniere di 77 kg con l'albero piccolo. Dai primi calcoli la giusta differenza di tela dovrebbe essere 1,8-2 mq, ma è dall'inizio che con questa differenza - come dire -l'albero piccolo "sembra" troppo piccolo. E poi c'è la pletora di persone esattamente in mezzo come pesi, diciamo 85 kg, che magari potrebbe essere indecisa sulla scelta giusta per loro. Con meno differenza di tela tra le due vele la scelta potrebbe essere meno drastica. Con tutte queste considerazioni sul tavolo, abbiamo fissato le metrature a 8.5 e 10.25, che ai nostri occhi sembra la giusta differenza, ma questa differenza sarà giusta anche dal punto di vista delle prestazioni oltre che da quello visivo?

RS 100 armo grande e piccolo a confronto

Tenete presente che l'albero è lo stesso, eccezion fatta per il prolunghino di 35 centimetri alla base, ma Mike ha fatto del suo meglio per far sì che lavorino globalmente nello stesso modo. Le foto mostrano come i due armi presi singolarmente siano pressochè indistinguibili uno dall'altro. E anche in acqua le sensazioni "dinamiche" trasmesse dalle due diverse configurazioni sono assolutamente simili e confrontabili. Però finora tutti le prove sono sempre state fatte un armo alla volta, non abbiamo ancora fatto il confronto diretto tra vela grande e vela piccola.

Primo test: il sottoscritto (95 kg) contro Mike (73 kg). Con poca aria abbiamo prestazioni simili, ma come il vento sale a 10-12 nodi comincio ad avere io un passo migliore. La velocità in lasco anche è molto simile, ma Mike scende meglio e quindi alla boa sotto era avanti lui. Tutto come da aspettative, considerate che avevamo lo stesso spinnaker e tenete sempre presente che il target di differenza di peso da progetto è di 15 kg.
Secondo test: Simon (90 kg) contro Mike (73 kg). Diciassette kg di differenza stavolta, quindi vicina ai parametri di progetto. Di bolina con 10-12 nodi la differenza è minima, di poppa Mike è più veloce.

RS 100 - test bolina

RS 100 test poppa

Prime impressioni: servirà qualche handicap per compensare le prestazioni tra i due armi, continuando ad utilizzare lo stesso spinnaker? Mi sa che ci serviranno ancora diverse uscite prima di avere qualche conclusione! A proposito dello spinnaker, questa foto potrebbe far pensare che ne abbiamo a sufficienza, ma tutto sommato sono solo 12.5 mq.

RS 100 gennaker

Nel frattempo in Thailandia Alex, Jim e Pom hanno continuato con la loro parte di lavoro. La prima barca è stata assemblata ieri - niente foto ancora. In compenso ne pubblichiamo una dove si vede lo scafo al suo primo stadio di produzione, il passaggio della cera che precede la prima spruzzata di gelcoat, e una con lo scafo appena impostato con il gelcoat prima della stesura degli strati di resina. Alex è molto soddisfatto del primo scafo, peso e robustezza sono in linea con i parametri di progetto e la prima barca di serie è 9-10 kg più leggera rispetto ai prototipi. Non vedo l'ora di metterne in acqua una!

RS 100 passaggio cera

RS 100 - prima passata gelcoat

 

Mercoledì 18 novembre

Siamo praticamente sicuri che avremo qui in un giorno o due le barche che stanno arrivando dalla Thailandia. E' frustrante non averle qua, è questo forse il primo, vero ritardo di tutto il progetto. Frustrante è l'esser fermi e non poter far nulla, ma piani e programmi dovranno esser cambiati. Le barche erano impacchettate e pronte a partire lo scorso venerdì, ma per non ben specificati motivi non vi era posto a sufficienza per entrambe sull'aereo.

Ci è stato proposto di ritardare la partenza di uno o due giorni, in quanto con la cifra che spendevamo per farne viaggiare una le avremmo potute spedire entrambe; scelta quasi obbligata, decisamente conveniente, pensammo. Da quel momento, la compagnia aerea è riuscita ogni giorno a trovare una scusa diversa per non farle partire! Al lunedì mattino Peters e May si sono presi tutta la giornata all'aeroporto di Bangkok cercando un modo di far partire le barche, senza successo. Sembra che le spedizioni prenatalizie abbiano completamente intasato tutto... Spedire le barche via mare significa allungare i tempi di 3 settimane, ma non abbiamo avuto altra scelta.

Prima barca definitiva di serie

Nel frattempo abbiamo tolto dalle barche tutto quello che potevamo spedire via DHL in Inghilterra per poter almeno testare le modifiche alla attrezzature in attesa degli scafi: la deriva, la torretta in alluminio, la piastra di rinforzo a prua, le cinghie ecc. L'importante è portarsi avanti col lavoro, così abbiamo deciso di smontare tutti questi dettagli utilizzando il prototipo che abbiano qua. Andrà bene lo stesso. Almeno così quando arriveranno le barche avremo solo da testare il processo produttivo, anche se per far questo ci resteranno solo 10 giorni anziché il mese che avremmo voluto. C'è da dire che il fatto di aver usato questo nuovo sistema di prototipazione in epoxy dagli stampi dovrebbe aiutarci parecchio. In fin dei conti le due barche costruite alla CMI sono state fatte col medesimo processo produttivo dei prototipi, ed al più dovrebbero aumentare rigidità e struttura e diminuire il peso, ma tra la teoria e la pratica non si sa mai che succede veramente fin che non provi.

Intanto le due barche programmate per il London Boat Show sono praticamente finite e il secondo set di stampi è in lavorazione. Probabilmente le barche sono pronte per essere caricate, se non addirittura forse già all'aeroporto! A breve, diciamo fine settimana, scriverò il resoconto di come sono andate le prove e lo sviluppo delle attrezzature che abbiamo fatto arrivare qua prima degli scafi.

Settimana del 20 novembre

Lo sviluppo dello spinnaker è stato interessante, e per giunta tutto sommato privo di particolari difficoltà. Il primo e più importante nodo da sciogliere era la sua dimensione. Non appena ci si rende conto che senza il trapezio, per quanti sforzi si possano fare, non c'è la possibilità materiale di andare sempre a piena potenza al lasco con ogni condizione di vento ma che d'altra parte la barca è sufficientemente piccola e maneggevole da planare sempre anche in poppa, si realizza che non c'è proprio ragione per contenere le dimensioni del gennaker! E naturalmente un po' tutti quelli che hanno provato il 100 hanno espresso le stesse considerazioni a proposito. Ovviamente un limite c'è - non solo in termini geometrici ma proprio come feeling e maneggevolezza della tela - e alla fine ci siamo fermati a 12,5 mq.

Altri 3 punti cruciali su cui abbiamo lavorato sono stati l'altezza della bugna - che influenza la visibilità sottovento - l'angolo di tiro della scotta e la profondità complessiva della corda. Questi ultimi due particolari influenzano notevolmente il comportamento del kite, modificandone sia il feeling e la sensibilità che la capacità di recupero dopo un collasso. I gennaker piccoli sembrano dover essere in proporzione più profondi per avere un comportamento accettabile.

Il Gennaker dell'RS100

Mi ricordo del lavoro che abbiamo fatto ai tempi del 200, quando avemmo dei gennaker difficili e che collassavano all'improvviso prima che ci decidessimo ad aumentare il grasso. Normalmente un gennaker da regata è al 20-22% di profondità della corda, ma col 200 finimmo al 26% - e la stessa strada fu seguita pari pari dal Vareo. Con gennaker così profondi si finisce inevitabilmente con l'avere delle uscite piuttosto arrotondate, e diventa necessario cazzare abbastanza la randa per evitare che rifiuti troppo. Sul 200, grazie anche alla presenza del fiocco e ad un bompresso abbastanza lungo, questo fatto non si avverte tanto; ma su di un singolo, dove l'albero è già più avanti di suo aumentando quindi la sovrapposizione, essere costretti a cazzare tanto la randa con il gennaker issato rischia di diventare scomodo. Ecco che allora aumentare le dimensioni diminuendo però la profondità complessiva si dimostra una soluzione decisamente interessante. E in effetti siamo scesi al 23%-24% sul triradiale da 12,5 mq.

Per quanto riguarda l'angolo di tiro della scotta, ero convinto dovesse essere più basso di quanto avrebbe voluto originariamente il velaio. Ne ero convinto perché con un angolo piuttosto orizzontale, anche nei momenti in cui si cazza tanto di scotta la balumina d'uscita non chiude, permettendo così al canale di scaricare sempre mantenendo la barca facile da portare. La controindicazione è che il gennaker è più difficile da far gonfiare dopo averlo perso, ma all'atto pratico tutto sembra lavorare molto bene. Ottimo lavoro, Mike!

Per quanto riguarda la visibilità - e vi assicuro che dopo tanto navigare nel porto di Chichester alla visibilità ci tenete tanto! - abbiamo deciso di fare le bugna bella alta, così come sulla maggior parte degli RS. Viaggiando piatti e chinandosi indietro per vedere sotto, si ha la visione libera sotto quasi tutto il gennaker. Mai capitato in regata, quelli che saltano fuori all'ultimo, "ops, scusa, non ti ho visto ?!?" Io li odio...

La foto sopra fa vedere il canale randa-gennaker così come appena spiegato, anche a randa fuori, e mostra il bilanciamento complessivo delle geometrie.

Parlando della randa, l'ultima volta ci siamo lasciati con la versione boliniera. Abbiamo fatto diverse prove con il Phantom, e il 100 era veloce ma, come dire, non aveva scelta nelle regate ad handicap, dovevi sempre portarlo a correre, mentre il Phantom era più malleabile alla bisogna e potevi andare sia a camminare che a stringere. Con l'ultima vela la differenza c'è e si sente. Si stringe meglio e la maggior parte delle volte sembra anche senza perdita di velocità. Dovessi dire ora quello che sarà alla fine, direi che finiremo con una vela in mezzo tra le due, forse più vicina alla randa boliniera che a quella poggiera, ma di sicuro dobbiamo far ancora ore d'acqua prima di decidere. Finora comunque le vela piatta ha 5 preferenze su 6.

La vela boliniera

La vela poggiera

Le foto mostrano la mostruosa differenza tra le due sul profilo della balumina, anche se la differenza è accentuata da due tensioni di base molto diverse, mentre il vang è tesato più o meno allo stesso modo.

Quale delle due vele scegliereste per la partenza della prossima prova? Noi lo vedremo in pratica...

Nel frattempo abbiamo anche fatto delle prove con dei sistemi di regolazione dell'archetto randa in modo da riuscire a tirare il boma più a centro barca. Con vento è meno faticoso, in quanto il boma viaggia più dentro e fuori invece che su e giù. Tenete sempre presente il fatto che essendo questo un singolo, lasciare un bozzello fisso al centro, ad esempio come sul 200, sarebbe alquanto limitativo e non potrebbe funzionare. Nonostante l'archetto regolabile, sono convinto che il vang sarà importantissimo per la giusta messa a punto della barca in bolina. Staremo a vedere.

L'albero definitivo è già stato approvato, e la Selden ce ne ha preparato un altro sulla base delle specifiche produttive. Il boma e il bompresso però richiedono ancora un momento di attenzione. Il bompresso è fatto in carbonio, rastremato, lft 1400 mm per una lunghezza fuori dalla prua di 1125 mm - volutamente con la mura bella lontana dalla prua per aiutare il gennaker come spiegato poc'anzi.

Sul boma abbiamo montato uno gnav stile RS 300.

Lo gnav del 100

Se vi chiedete come mai, la motivazione risiede nel fatto che abbiamo l'albero scomponibile con la prolunghina inferiore (350 mm in più per l'albero più grande, ricordate?) e quindi non possiamo prevedere un punto d'attacco fisso per lo gnav sull'albero in quanto con la prolunga risulterebbe spostato di 35 cm ma ne servirebbero due, con l'ulteriore complicazione che parliamo di un albero rotante e quindi sarebbero necessari due sistemi complicati e costosi. Questo gnav è inoltre anche estremamente efficiente in termini di demoltiplica. Il punto cruciale è il posizionamento del passante del braccio dello gnav nel boma. Più è a poppa, più aumenta la leva ma diminuisce la corsa. Il 100 ha un albero più rigido del 300, quindi abbiamo optato per aumentare la leva in quanto il vang va tesato con più forza per piegare l'altro e appiattire la vela. La corsa quindi s'è leggermente ridotta rispetto al 300, me è in ogni caso sufficiente, sempre che la lunghezza della cima del rollino sia tagliata a misura, operazione da farsi una volta e per sempre. La foto sopra mostra il dettaglio del vang, quelle sotto l'impressionante differenza tra vang e cunningham rispettivamente mollati e cazzati!

La vela del 100 a regolazioni lascateLa vela del 100 a regolazioni tesate

A proposito della barca... Be', alla fine siano riusciti a trovare posto per una delle due barche su di un aereo che partirà il 28, mentre l'altra sarà spedita con un container via mare il cui arrivo è previsto prima di Natale assieme a due o tre barche tuttora in costruzione. La barca che arriverà dovrebbe essere a specifiche produttive; rispetto ai prototipi vuol dire più rigida, col foam nella coperta e sul fondo, 8 chili più leggera. È venuta esattamente come la volevamo, 54 Kg per lo scafo, meno di 80 kg il peso in acqua, siamo soddisfatti! Appena arriverà, la barca dovrà fare una sessione di prove veramente impegnativa, tra ore in acqua e test a terra. Alex con martelletto e stetoscopio riesce a logorare una barca più di quanto possano fare il vento e il mare in anni! Voglio riuscire a fare almeno 40/50 ore in acqua prima di dare l'ok definitivo alla produzione.

Questi erano anche i programmi originari, in realtà, solo che a causa degli aerei abbiano 3 settimane in meno... Speriamo che il tempo ci assista! Certo, sole e 20 nodi sarebbero l'ideale ma la capacità di adattamento umana può arrivare a livelli incredibili. Ieri sera sono arrivato a casa dal lavoro, per ritrovarmi mio figlio che mi diceva che l'indomani mattina alla 6.45 gli serviva un passaggio al club in quanto si era messo d'accordo col suo prodiere per uscire alle 7.30 col 49er in modo da prendere le 2-3 ore previste di relativa calma tra le due basse pressioni in transito. Così il giorno dopo, col sole appena appena abbozzato, due barche solitarie, un 49er e un RS100, andavano a spasso per il porto con 15-20 nodi e nessuno nemmeno a guardarli. Alle 10.30 eravamo a terra, giusto in tempo per vedere il vento salire a 30 nodi e il diluvio arrivare...

 

Settimana del 4 dicembre

La prima barca di "pre-produzione" è arrivata in Chandler's Ford martedì pomeriggio. Quel giorno (ed il precedente) eravamo impegnati nell'inventario annuale, per cui abbiamo dovuto pazientare, ma alle 6 del pomeriggio la stavamo spacchettando. Qualcosa era già montato, ma c'era ancora diverso lavoro da fare. Almeno però eravamo sulla barca definitiva, tutti gli RS100 dopo questo saranno fatti così!

Quella cima andrà bene? Quello strozzatore sarà giusto? Per non parlare della piastra di prua, la prima in assoluto ad essere montata... Tutto bene, ovviamente qualche rifinitura ci sarà ancora, ma dopo 3 giorni di lavoro possiamo dire che è un gran bel vedere!

Charlie ha criticato lo spinlock della drizza gennaker, in quanto troppo esposto, specialmente uscendo da un'abbattuta con rollio. Avete presente quelle cose che non ci fate mai caso e che quando notate poi ci tornate sempre su? Ecco... Decisamente Charlie ha ragione, eppure nessuno lo aveva notato prima! La soluzione? Lo proteggiamo con la torretta dello strozzatore randa rivedendone leggermente il design! Altro particolare, i rinvii delle cime. L'area attorno alla coperta non è pulitissima e quando si è alle cinghie si ha la necessità di arrivare facilmente alla cima che serve e non a quella sbagliata... Ed in più ovviamente stando attenti alla soluzione adottata anche da un punto di vista industriale. Ad ogni modo, due giorni dopo la barca era pronta al varo. Venerdì mattina all' HISC, Alex, dopo essere stato 3 settimane in Thailandia bloccato alla CMI, ha avuto l'onore del primo giro!

La barca è 8 Kg più leggera dei prototipi, e tutti eravamo alla ricerca delle differenze nel feeling causate da questi 8 kg, memori anche dell'esperienza precedente col 300. Si sentono, 8 kg si sentono, ma per fortuna dopo 3 giorni di prove in condizioni differenti possiamo dire che le differenze sono Aula positive. Più brillante e reattiva, senza nessuna controindicazione su maneggevolezza e stabilità.

Nonostante la festa prenatalizia di venerdì sera, il sabato mattino Alex, Charlie ed io eravamo a far colazione al circolo di Hayling Island pronti ad uscire, con lo sviluppo vele da dover portare avanti in mezzo alle dimostrazioni ai clienti in programma. Una bella mattinata, piuttosto ventosa, durante la quale discernere il cambo di feeling grazie agli 8 kg in meno dalle differenze dovute all'albero non sempre era facile. Il pomeriggio io mi son fatto la solita regatina, lasciando Charlie a dar da mangiare al suo nuovo cucciolo di Labrador e Alex a riparare il prototipo del 100 dove si era rotto lo strozzatore del gennaker. Sarò velista dentro, ma mi secca dover ammettere che in termini di attrazione nei confronti dell'universo femminile, un cucciolo di Labrador è molto più efficace del 100...

In acqua dopo una bella bolina a 15 nodi rafficati ero dietro a Flying Fifteen, Merlin e RS400, poi di poppa avevo azzannato il Merlin quando ho scuffiato abbattendo. Raddrizzato al volo, ho preso e seminato il FF e il Merlin, con il 400 imprendibile. Poi la regata è continuata con dei laschi spettacolari su linee prestazionali simili; la barca nuova va!

Sotto certi aspetti, l'analisi delle vele è interlocutoria. Stavo iniziando a preferire la vela "boliniera", che con il prototipo l'aveva spuntata 3 volte su 4, ma venerdì con vento leggero la "passista" era più facile e gradevole da portare. La "boliniera" era come se andasse e non andasse, mentre la "poggiera" rispondeva immediatamente alla regolazione della scotta. Il sabato con vento la differenza non era evidente come il venerdì, ma la "boliniera" non stringeva più della "passista", mentre la "passista" in qualche frangente il passo lo dimostrava tutto. L'ultima volta ho menzionato il fatto che saremmo finiti a metà tra una e l'altra, oggi non so come andrà a finire ma in effetti sono già tutte e due buone vele e per stringere con la "poggiera" in fin dei conti basta imparare a gestire la scotta. Come sempre, faremo del nostro meglio!

Charlie finito il sabato si è diretto a Farmoor (Oxford SC) per qualche prova clienti programmata la domenica -le previsioni non sono delle migliori ma per fortuna gli piace uscire col 100, se no la settimana lavorativa da 7 giorni mi sa poteva causarci qualche problema coi sindacati...

RS 100 in planata

La foto sopra mi piace per 2 motivi: in primis si vede quanto la barca sta andando (!); in secondo luogo, osservate la flessione dell'albero. Uniforme, senza inversione nella parte alta e quindi senza perdita di tensione nell'inferitura del gennaker. Come già spiegato, se l'albero non riuscisse a comportarsi così, il risultato sarebbe che con la flessione in avanti e l'insaccamento della caduta prodiera della vela di prua, la prua finirebbe inesorabilmente sott'acqua. E in questa foto, si vede benissimo dove sta la prua.

Abbiamo la necessità di fare il maggior numero di ore possibili con questa barca; alla CMI a questo punto avranno preparato 4 o 5 barche, ma aspettano il nostro ok per dare effettivamente il via alla produzione di serie. Alex ha già delle idee su come spostare qualche pezzo di laminato per aumentare la rigidità a parità di peso, e nel frattempo le barche destinate ai boat show e un altro demo sono partite, stavolta via container!

Settimana dell'11 dicembre

È stata (l'ennesima) settimana di fretta: chiudere la lista delle attrezzature, stilare la lista delle cime, pianificare la spedizione dei pack di finitura in Thailandia, e tante altre ore spese in barca a far collaudi. Siamo tutti veramente entusiasti di questa barca nuova - Alex in particolare è soddisfatto di se stesso e a ragione - e lo scafo si presenta veramente robusto in relazione al suo peso. La barca finita e armata con bompresso, deriva e cime, pesa 64,4 kg. Aggiungiamoci timone, albero, boma e vele e arriviamo a 80,4 kg pronti a scendere in acqua.

Abbiamo fatto una generale pulizia su come abbiamo passato le regolazioni delle manovre correnti, e disegnato una soluzione pulita ed elegante per le cime della deriva e quella della regolazione delle cinghie, grazie ad un passascotte piuttosto elaborato montato sotto al clamcleat "laterale" (vedi la foto sotto)

Dettaglio regolazioni cinghie

Questo sistema lavora proprio bene, ed è un netto miglioramento rispetto ad una coppia spaiata di passascotte. Le piastre per le cinghie definitive saranno nere e stampate. Tolte quelle di alluminio. col doppio vantaggio del risparmio e di un'estetica migliore.

È arrivata anche la nuova torretta randa, montata e provata immediatamente. Protegge alla perfezione lo spinlock, ed è anche più belle della precedente. Le cime della deriva escono dai due fori ovali più bassi.

Dettaglio nuova torretta

Lo sviluppo delle vele sta giungendo a conclusione, e non proprio come pensavo di primo acchito. Sull'albero da 10.2 m2 la vela a camminare è sempre favorita, in quanto è riuscita proprio "all round" ed è facile da mettere a punto. Ci sono dei momenti in ci si prendono le decisioni, ed oggi finita la regata con gli amici è arrivato uno di quei momenti. Il timoniere del (nuovo e ben portato) Merlin mi avvicina mi fa:-"Bè, logico che con quel ***** di barca nuova andavi e stringevi forte!". Per esser onesti, loro erano leggermente più veloci e stringevano leggermente di più, e c'è da dire che sono poche le derive con armi ottimizzati come quello del Merlin. C'erano 10-15 nodi da nord-est, leggermente rafficati, e niente corrente. Un bel bastone di 2 miglia, ed in cima il FF aveva girato primo col Merlin attaccato al didietro, il 400 a 20 secondi ed io 1 minuto e 20 dietro al 400 - tutti velisti buoni, eh, tendenzialmente migliori di me. Una bella impoppata e sulla boa bassa la situazione era col 400 davanti, io 25 secondi dietro e il Merlin altri 25 secondi dietro me, mentre il FF era un minuto dietro tutti. All'arrivo dopo il secondo giro, il 400 mi aveva dato un minuto, e io avevo consegnato un minuto al Merlin. Con tutti i conteggi del caso, stiamo arrivando a un PY di 1005, forse 1015 per l'armo piccolo.

Tornando al discorso dello sviluppo delle vele, per quanto riguarda la vela da 8,4 m2 non siamo ancora sicuri se è meglio la boliniera o la poggiera; questa settimana ci sediamo nuovamente con Mike Lennon e probabilmente faremo delle evoluzioni sulla base della poggiera...

 

Aggiornamenti su produzione, consegne e test in acqua

Da quando abbiamo dichiarata chiusa la fase di sviluppo a metà dicembre, sono accadute un sacco di cose: la presentazione e il lancio mondiale dell' RS 100 al London Boat Show, la nostra Dealer Meeting annuale, l'arrivo del primo lotto di barche dalla produzione di serie, un cambio di fornitore (importante, lo spiego più avanti) e tante ore in acqua e qualche regata.


Chiunque in vita sua sia stato coinvolto in un processo di "product to market' di dimensioni significative, sa bene che il periodo di transizione dallo sviluppo alla produzione effettiva è uno dei più intensi dove la pianificazione della risorsa tempo è determinante. Siamo estremamente soddisfatti di come è evoluta la situazione; la produzione in Thailandia procede come programmato, addirittura forse in anticipo sulla tabella di marcia, e qualità e finiture del processo produttivo sono assolutamente come da aspettative. La fornitura delle parti stampate ha condizionato tutti i piani delle consegne a breve termine, ma più o meno programmiamo di riuscire a consegnare 25 barche prima di Pasqua, altre 20 prima di fine aprile, e successivamente 24 o più al mese in giugno, luglio e agosto - detto in altri termini leggermente meglio del piano originario Tutto ciò che si è concretizzato finora nello stabilimento produttivo alla CMI ci dà fiducia sufficiente per dire che i target esposti sono assolutamente alla portata, e tanti anni d'esperienza ci aiuteranno ad evitare gli intoppi che talvolta si presentano ad inizio produzione. Siamo sicuri che per noi il 2010 sarà un anno da ricordare, così come per tutti i futuri proprietari del 100!

Non tutte le ciambelle però riescono col buco,e qualche intoppo c'è stato. Quali sono state le cose non andate secondo i piani? Beh, la bomba è scoppiata all'inizio del Boat Show. Come raccontato durante lo sviluppo, ci sono diverse parti che sono state preparate specificatamente per il 100, tra cui spiccano la piastra di prua e la mastra dell'albero regolabile, e la fornitura di queste ha giocato un ruolo importante nella scelte del produttore di tutta la ferramenta necessaria. Holt, uno dei nostri fornitori storici, sin dall'inizio ha dimostrato di avere qualche difficoltà con i macchinari a sua disposizione per la produzione dei particolari richiesti rispettando tutte le specifiche, ma appena a inizio gennaio si è capito che vi era proprio l'impossibilità di realizzare i componenti in serie come richiesto. La decisione che abbiamo dovuto prendere a quel punto è stata molto difficile, visto il rapporto che abbiamo con Holt sin dai primi RS400 e RS600 datati 1994, ma il cambio di fornitore era inevitabile se volevamo rispettare le specifiche imposte. Ci serviva qualcuno in grado di fabbricare questi componenti piuttosto complicati in termini di iniezione e contemporanea conoscenza delle problematiche tipiche del nostro settore e dell'integrazione plastica/metallo. Selden, già produttore dell'albero, si è dimostrato disponibile al punto di lasciare indietro tutto il resto - naturalmente eccetto gli alberi stessi! - pur di consentirci di restare nei piani stabiliti, ed il cambio di fornitore nell'ottica globale dell'RS100 si è dimostrata una buona scelta. I pezzi sono ben fatti, esteticamente si integrano perfettamente e tecnicamente rispettano tutto quanto richiesto. Abbiamo sostituito i componenti direttamente sulle barche esposte a Londra, e abbiamo ricevuto solo commenti positivi.

Dopo un mese, siamo molto soddisfatti dei progressi, e stiamo rispettando i piani di consegna che ci eravamo imposti. Sono stati stampati 6 set (piastra di prua e mastra dell'albero) ancora allo stato di prototipazione per poter fornire a qualche distributore chiave (tra cui la BoatTech!!!) e ai clienti principali qui in Inghilterra le loro prime barche e queste saranno disponibili all'inizio della prossima settimana. Qua in Chandlery Fords siamo impressionati dalle barche: hanno tutte passato il test di tenuta alla pressione al primo colpo! Complimenti dovuti a Jim e a tutto lo staff di CMI Thailandia per il lavoro svolto.

Nonostante il cattivo tempo, le ore fatte in acqua sono state tante e costanti. Avete presente quando dovete guardarvi i piedi per vedere se li avete sotto alle cinghie e le mani per vedere se la scotta è ancora tra le dita? Ecco, questo era lo standard, e sia io che Charlie non veniamo propriamente chiamati femminucce... Del resto le ore andavano fatte, se volevano rispettare i programmi, così come qualche altra regata con classi diversi per vedere come eravamo messi a performance relative e determinare i numeri di Portsmouth. Dopo 7/8 regate di club e un bel po' di lavoro al computer, ci siamo stabilizzati su un PY di 1005 per la vela da 10.2 m2 e un PY di 1014 per quella da 8.4. Con queste cifre, le regate sono risultate come segue:
HISC – Boxing Day – Beaufort 3-4/5. Quinto su 6 – ma tutti ristretti in un minuto in tempo compensato.
Emsworth Slipper SC – Beaufort 2-3. 5 su 35, dietro 2 300s, un 29er e un ISO.
Bloody Mary – l'ho saltata, qui faceva veramente troppo freddo!
Battle of the Classes – Beaufort 1-3, molto instabile. 23 e 34th su 51. Tutte le barche senza lo spi in tempo compensato erano davanti, condizioni proprio particolari
Steve Nicholson Memorial – Beaufort 2-4, saltava molto. 5 e 11 su 40, entrambi certi di aver regatato piuttosto bene, barche con trapezio tendenzialmente dietro.
Tiger Trophy – Beaufort 1-4. 23 e 54 su 148. Anthony York (il 23mo), ha avuto una seconda giornata eccezionale.

Consuntivo? L'RS100 va forte con venti leggeri e medi – e quando salta non ci sono problemi perchè si vira e si abbatte dolcemente e senza problemi. Il risultato peggiore è stato con vento fresco ad Hayling Island e contro una flotta prevalentemente di doppi con trapezio. Dipende molto anche dal percorso, non è un caso che il miglior risultato l'abbiamo fatto allo Steve Nicholson, l'unica regata con una bella poppa lunga di tutto il lotto. Nei laschi stretti dimenticate il kite – lascate la base e cinghiate come cani! Tutto sommato questi PY sembrano abbastanza equilibrati.

Alla fine è positivo che teniamo i Phantoms di bolina con bavette (era uno degli obiettivi di progetto), e a questo possiamo però aggiungere qualche momento veramente eccezionale nelle poppe con gennaker, specie in condizioni medio-leggere. Addirittura alla Steve Nicholson race Anthony ha tenuto un B14 per tutta la poppa!

 
BoatTech srl - Via Zanardelli 11 - 37010 Brenzone (VR) - PI 03742380235
Template by Red Evolution